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Dottor Mon-K: cartella clinica n°1
Dai diari del Dottor Mon-K, laureato in "Comportamento
sociale del giocatore di ruolo", attualmente
impegnato nella riabilitazione dei giocatori ostili.
"Compulsive and frenetic player"
Ho avuto il primo contatto con il giocatore
C. durante una partita diversi anni fa. Identificai
subito nel paziente la caratteristica "Parlata
intermittente": quindici secondi di profonda,
comatica meditazione seguita da sei ore di descrizione
non-stop. Il fenomeno si è ripetuto per
tutta la sessione di gioco, senza che il paziente
si accorgesse di essere rimasto solo al tavolo.
Nell'ambito del meccanismo di gioco, la dinamica
tipica del "Compulsive Player" è
la stratificazione dell'azione. Tipico esempio:
"Allora mi avvicino al drago alle spalle
con un tiro di camminare silenziosamente però
mi muovo correndo in modo da avere i bonus dello
slancio e lo colpisco con il pugnale nella destra
e contemporaneamente con una freccia con la sinistra
tenendo l'arco con le dita dei piedi e intanto
lancio un incantesimo di protezione e anche uno
di palla di fuoco e col secondo piede gli faccio
una scianghetta e tengo gli occhi chiusi per evitare
lo squardo della medusa nell'angolo in alto a
destra e intanto la tramortisco con uno sputo."
(Inutile sperare che resti senza fiato: la scienza
ignora come faccia a trattenere il fiato tanto
a lungo)
La reazione del master, in questo caso, è
SEMPRE sbagliata. Inutile far notare che l'azione
non è possibile: il buon C&FP è
in grado di eseguire la manovra dal vivo,
possibilmente ribaltando due tavoli e trentasei
sedie (con annessi giocatori). Il che rende evidente
che l'azione PUO' essere eseguita. Questa procedura,
se eseguita correttamente ad un torneo ufficiale,
ottiene la sospensione della gara, la riscrittura
del manuale di gioco e la fuga dell'organizzatore
con i premi e la giocatrice più bella.
Altrettanto inutile cercare di "metterci
una pezza", del tipo "Va bene, però
lui ti sente (tirando i dadi DIETRO lo schermo,
altrimenti capisce che barate) per cui attacca
con la coda..." Prima che abbiate finito,
avrà già replicato "Non importa
perché evito il colpo con un salto accosciato
sinistrorso e lo colpisco sullo zigomo con una
spada e l'ascia di Thorn (altro personaggio il
cui giocatore, giustamente, è andato a
giocare a calcetto a inizio scontro) e gli ficco
negli occhi l'alluce." Quindi prende ottantuno
dadi a venti e, con la fortuna tipica del C&FP,
ottiene una media di sessanta successi critici.
Il paziente è perfettamente in grado
di giocare una sessione di quaranta ore in assenza
di altri giocatori e, se necessario, anche del
master. Se fate l'errore di andare al bagno, infatti,
al ritorno lo troverete a correggersi la scheda,
sfruttando tutto il pacco di manuali messi a disposizione
dalla casa editrice (sconsigliatissimo quindi
farlo giocare a Rolemaster o AD&D). Da bravo
"Frenetic", infatti, riesce a scrivere
in cinque minuti una scheda che un essere umano
scrive in sei ore, e che un master legge in undici.
A parità di punteggi è probabile
che il suo personaggio sia più potente
di tutto il resto del gruppo. ("Prendo più
uno perché sono elfo ma visto che vengo
da una famiglia povera diventa più due
ma a sei anni sono stato adottato dalla regina
quindi sono anche mago e pure prete e l'altro
ieri ho imparato due maestrie di spada lunga e
inoltre...")
Il tentativo di cura è proseguito per
diverse settimane, senza progressi apprezzabili.
Il suo stato, anzi, è visibilmente peggiorato
da quando ha scoperto i giochi di fantascienza.
La sua dimostrazione che è possibile costruire
un fucile plasma con un tostapane è stata
eccezionale, ma finche la polizia non leva le
transenne non posso più entrare a casa
mia.
Cura del "Compulsive and frenetic player"
Convincete un gruppo di gelosissimi giocatori
siciliani a fare una partita con fidanzate annesse
(magari proponendo un gioco basato su concetti
di onore e lealtà). Invitate anche il C&FP.
Quando, durante la partita, si ritroverà
in un harem arabo alla presenza di cento splendide
donne e lui dichiarerà che le corteggia
tutte e cento insieme, dubitate delle sue parole
e chiedeteli una dimostrazione. Lui lo farà.
Ricordatevi di lasciare la finestra aperta e la
macchina parcheggiata vicino.
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